Musica e innovazione: THEFT torna con “DON CHISCIOTTE EL AMOR NUNCA MUERE”

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Il cantastorie genovese Giacomo Grasso firma un nuovo capitolo di “Giano Bifronte”, rileggendo il capolavoro di Cervantes in chiave contemporanea tra sonorità acustiche ed elettronica cinematografica.

Dal 24 settembre arriva in rotazione radiofonica, sui digital store e su YouTube “DON CHISCIOTTE EL AMOR NUNCA MUERE”, il nuovo singolo di THEFT – Giacomo Grasso realizzato con la collaborazione di Fabrizio Repetto per la label Terzo Millennio Records.

Il brano rappresenta il secondo tassello dell’imminente concept album Giano Bifronte — già anticipato dalla pubblicazione di Curve Cieche (Il fischio del vento) — e si inserisce in una ricerca sonora che sposa la tradizione acustica con l’avanguardia elettronica, delineando un’atmosfera densa, scura e dal forte stampo cinematografico.

Alla base della traccia vi è un’audace reinterpretazione del capolavoro di Miguel de Cervantes: il leggendario cavaliere errante prende vita nel presente, conservando intatta la sua natura visionaria, ostinata e apparentemente folle. Un’idealismo che si traduce nel rifiuto dell’indifferenza e nella difesa costante degli ultimi, dei diversi e degli emarginati.

Nelle liriche di Grasso, i giganti da combattere mutano forma e i classici mulini a vento diventano le pale eoliche del XXI secolo, simbolo di una società trasformata ma ancora densa di ingiustizie contro cui battersi. In questo scenario s’innesta il motore propulsivo dell’opera: l’amore (“el amor nunca muere”), inteso non soltanto come sentimento individuale, ma come spinta etica verso il cambiamento e la protezione della fragilità.

«Don Chisciotte torna nel presente: è una donna e i suoi mulini a vento sono diventati pale eoliche.»

L’impianto concettuale della traccia trova una traduzione visiva nel videoclip ufficiale, ambientato in un’inedita “Mancha ligure”. Le riprese alternano lo scorcio urbano dei caruggi del centro storico di Genova con la maestosità della pala eolica di Mele, creando un netto ed efficace contrasto geografico e simbolico.

A marcare il punto di svolta narrativo è la scelta del protagonista: a vestire i panni di Don Chisciotte è infatti una donna. Questa rivisitazione dell’iconografia classica riafferma l’attualità del personaggio, elevandolo a simbolo universale di coraggio e resilienza.

Il singolo s’inserisce nella struttura di Giano Bifronte, opera composta da nove tracce inedite. La divinità romana a due volti — storico custode del passaggio tra passato e futuro, oltre che protettore del legame genovese tra monte e mare — diventa la lente d’ingrandimento per esplorare una Genova labirintica attraverso le varie fasi della vita dell’artista.

Artista poliedrico con un solido background come designer, videomaker e docente per i principali brand di audio tecnologico, Giacomo Grasso rifiuta l’etichetta di cantautore prediligendo quella di cantastorie. Un’attitudine narrativa che combina strumenti classici (dalla chitarra al bouzouki e mandolino) al manipolazione del suono via synth e theremin, confermando la sua cifra stilistica unica nel panorama emergente.