È passato quasi un anno da quel 22 luglio 2025, il giorno in cui Ozzy Osbourne si è spento. Ancora oggi, l’intera scena hard rock e heavy metal — che lui stesso ha contribuito a forgiare con i Black Sabbath — ne piange la scomparsa. Eppure, niente sembra davvero impossibile per il “Principe delle Tenebre”: persino l’idea di ritornare dall’aldilà.
La famiglia di Ozzy, in particolare il figlio Jack e la moglie Sharon, hanno infatti stretto un accordo con HYPERREAL, un’azienda che si occupa di ricreare avatar digitali di star decedute creando ologrammi che ne riproducono aspetto, voce e personalità della persona grazie all’aiuto dell’intelligenza artificiale.
L’obiettivo è quello di far rivivere Ozzy come Ologramma. Se da un lato la famiglia si dice entusiasta, dall’altro la notizia ha sollevato un polverone di perplessità: è giusto ricreare artificialmente una persona scomparsa, priva ormai della possibilità di esprimere il proprio consenso? Sharon e Jack, sul loro Osburne Podcast, hanno difeso la scelta, sostenendo che l’obiettivo non è rincorrere il denaro ma mantenere viva la memoria di Ozzy, sottolineando inoltre che l’AI utilizzata per creare l’ologramma sarà privata e quindi totalmente sotto il controllo degli Osburne.
Per chi ha visto in Ozzy Osbourne un simbolo, il caso è complesso. L’intelligenza artificiale applicata ai defunti è ormai una realtà: il Machine Learning e la robotica ci costringono a convivere con questi strumenti, senza però smettere di interrogarci sui loro limiti etici.


