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Renato Zero omaggia i grandissimi della musica: in arrivo “Si può impazzire” e un nuovo album dedicato ai suoi “Irriducibili Miti”

Giulio Rapetti, noto a tutti con lo pseudonimo di Mogol, taglia il traguardo dei 90 anni. Un anniversario significativo per l’autore che più di ogni altro ha saputo raccontare sentimenti, emozioni e trasformazioni della società italiana attraverso la parola scritta per musica.

L’elemento centrale nella carriera di Mogol rimane la straordinaria collaborazione con Lucio Battisti. Iniziata nel 1969, la loro intesa artistica ha prodotto fino al 1982 — anno della svolta di “E già” — una sequenza ininterrotta di capolavori entrati nella memoria collettiva. La cifra poetica d’impronta intimista e quotidiana di Mogol si è fusa con l’innovazione armonica di Battisti, dando vita a brani iconici:

  • “La Canzone Del Sole”

  • “Il Mio Canto Libero”

  • “I Giardini Di Marzo”

Oltre la coppia regina: le grandi collaborazioni e il prog italiano

La produzione di Mogol ha attraversato l’intero panorama pop e d’autore italiano, firma di successi indimenticabili per i principali interpreti della scena nazionale:

  • Rino Gaetano: “Resta vile maschio, dove vai?”

  • Riccardo Cocciante: “Celeste nostalgia”, “Un nuovo amico”, “Se stiamo insieme”

  • Fausto Leali: “A chi”

Il suo contributo ha segnato anche la stagione del Progressive Rock italiano. Insieme a Mauro Pagani e sulle musiche di Franco Mussida, Mogol ha firmato il testo di “Impressioni di settembre” della PFM, oltre ad aver collaborato con formazioni storiche come Il Volo e i New Trolls.

L’eredità artistica di Mogol costituisce un pilastro fondamentale della cultura popolare italiana: un patrimonio di parole che continua a unire ed emozionare intere generazioni.

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