RadioBase LIVE
Connettendo ai metadati… Connettendo ai metadati…
RadioBase LIVE
Connettendo ai metadati… Connettendo ai metadati…
HomeascoltiFRANCO BATTIATO, CINQUE ANNI DALLA MORTE DEL MAESTRO DELLA MUSICA POPOLARE ITALIANA

FRANCO BATTIATO, CINQUE ANNI DALLA MORTE DEL MAESTRO DELLA MUSICA POPOLARE ITALIANA

Franco Battiato morì il 18 maggio 2021 a Milo, lasciando un grande vuoto nella musica italiana. Ancora oggi molti appassionati e artisti ricordano con affetto un cantautore che seppe distinguersi da tutti gli altri grandi nomi del panorama italiano, da Fabrizio De André a Francesco Guccini, fino a Francesco De Gregori e Roberto Vecchioni. Non perché fosse necessariamente superiore, ma perché seguì un percorso artistico unico.

Nato a Ionia il 23 marzo 1945, Battiato iniziò la sua carriera nella musica sperimentale e progressive. I suoi primi lavori avevano sonorità ruvide, strutture insolite e lunghi passaggi strumentali. Album come Sulle corde di Aries mostrano chiaramente questa fase: il brano “Sequenze e Frequenze” supera i sedici minuti e punta soprattutto sulla ricerca sonora. La sperimentazione raggiunse il culmine con L’Egitto prima delle sabbie, costruito sulla ripetizione minimale di poche note e accordi.

Nel 1979 Battiato cambiò direzione artistica con L’era del cinghiale bianco, che ottenne un buon successo grazie alla title track. Due anni dopo arrivò la consacrazione nazionale con La voce del padrone, primo album italiano a superare il milione di copie vendute. Il disco conteneva brani diventati simboli della musica italiana, come Centro di gravità permanente.

Da quel momento Battiato collezionò numerosi successi. Canzoni come Voglio vederti danzare, La cura e Shock in My Town entrarono stabilmente nell’immaginario musicale italiano. Continuò a comporre fino agli ultimi anni della sua vita e pubblicò infine Torneremo ancora, registrato con la Royal Philharmonic Orchestra e dedicato alle versioni orchestrali dei suoi brani più celebri.

Il punto di forza di Battiato stava nella capacità di unire testi filosofici e spirituali a melodie immediate e popolari. “Centro di gravità permanente”, per esempio, richiama un concetto del mistico armeno Georges Ivanovič Gurdjieff, figura che influenzò profondamente il cantautore. Affascinato dalla mistica orientale, Battiato collaborò spesso con Giusto Pio, creando canzoni orecchiabili ma dense di riferimenti culturali e significati non immediati.

Anche la filosofia occupò un ruolo centrale nella sua produzione. Dal 1995 iniziò infatti a lavorare con il filosofo siciliano Manlio Sgalambro, che contribuì alla scrittura di molti testi, compreso quello de “La cura”, considerata da molti la sua canzone più celebre.

Battiato mostrò inoltre una straordinaria versatilità musicale. Passò dalla musica sacra di Come un cammello in una grondaia al rock alternativo di Gommalacca senza perdere la propria identità artistica. Utilizzò anche più lingue nei suoi brani: cantò in arabo in pezzi come “Arabian Song” e valorizzò il siciliano in canzoni come Stranizza d’amuri e Veni l’autunnu, dimostrando il forte legame con la sua terra.

Pur non avendo mai partecipato realmente al Festival di Sanremo, se non nel 2011 accanto a Luca Madonia con il brano L’alieno, Battiato influenzò artisti di generi molto diversi. Il concerto tributo Invito al viaggio – Concerto per Franco Battiato riunì infatti musicisti che andavano dai Subsonica ai Baustelle, da Mahmood a Cristina Scabbia dei Lacuna Coil.

Oltre alla musica, Battiato scrisse opere liriche come Genesi e Gilgamesh e lavorò anche nel cinema con film come Perdutoamor. Poeta, compositore, regista e autore visionario, Battiato rimane una figura unica nella cultura italiana, capace di mettere d’accordo pubblico popolare, appassionati di musica alternativa e perfino molti ascoltatori metal.

Articoli più recenti

Articoli Correlati