Sono annate buone per gli Iron Maiden. Mentre il “Run For Your Lives World Tour” continua con grande successo, la Vergine di Ferro ha presentato il suo nuovo film-documentario. La pellicola si chiama “Burning Ambition”, un titolo molto significativo. Burning Ambition è infatti un brano poco ricordato della discografia dei Maiden, B-Side del loro primo singolo “Running Free”. Si tratta di una piccola gemma più Punk che Heavy Metal, che solo gli estimatori più grandi conosceranno. La scelta del titolo ha un doppio valore: richiama la “Bruciante Ambizione” che ha portato i Maiden fin qui e, allo stesso tempo, mostra chiaramente a chi si rivolge il film, cioè ai fan più appassionati della band inglese. Il documentario ha debuttato a livello internazionale il 7 Maggio 2026, mentre in Italia arriverà il 14 Maggio 2026.
Il documentario nasce anche per festeggiare il cinquantesimo anniversario della band, fondata il 25 Dicembre 1975 dal bassista Steve Harris. Insomma, un vero regalo di Natale per i metallari di tutto il mondo. Malcom Venville dirige il film. Il regista ha già firmato la docuserie Netflix “Churchill at War”, dedicata all’ex primo ministro britannico. Dominic Freeman produce il documentario. In passato ha già prodotto un docufilm sui Depeche Mode, “Spirits in The Forest”.
Il film sceglie una strada atipica. A dispetto di quanto ci si sarebbe potuti aspettare, punta soprattutto sulle interviste ai fan della band. Racconta anche come, nel corso degli anni, abbiano visto crescere i Maiden fino a farli diventare la leggenda di oggi.
Tra i fan ci sono moltissime persone comuni e anche molte personalità famose della musica. Ci sono Lars Ulrich dei Metallica, Tom Morello dei Rage Against The Machine, Gene Simmons dei Kiss e persino Chuck D dei Public Enemy, che non arrivano dal Rock o dal Metal ma dall’Hip-Hop. Questo dimostra quanto la band abbia avuto successo non solo nell’influenzare i gruppi di musica pesante, ma anche nel lasciare la propria legacy su artisti lontani dal Rock.
Il documentario include anche un’intervista all’attore Premio Oscar Javier Bardem.
Il film dà ovviamente grande spazio all’iconica mascotte Eddie The Head, definita anche nel trailer come la mascotte più iconica del Metal. E come negarlo? Eddie compare in numerose sequenze in CGI, con ambientazioni ispirate alle illustrazioni dei loro album. Anche la locandina del documentario richiama questo immaginario e raffigura l’Eddie già presente nelle illustrazioni del nuovo tour.
I successi per i Maiden non finiscono qui. Il 17 Giugno 2026 si esibiranno allo Stadio San Siro di Milano, la prima band puramente Heavy Metal a raggiungere un simile traguardo. Un risultato che conferma quanto siano ancora grandi come artisti, cinquant’anni dopo la nascita della band.
Quest’anno è importante per i Maiden anche per un altro motivo. Entreranno infatti a far parte della Rock and Roll Hall of Fame. Si tratta di una decisione attesa da anni, perché i Maiden restavano tra i grandi esclusi del Rock. Il manager della band, Rod Smallwood, ha diffuso tramite gli account ufficiali dei Maiden un messaggio di ringraziamento.
In passato, però, membri della band hanno espresso la loro ostilità verso l’istituzione della Rock and Roll Hall of Fame. Steve Harris, nel 2023, ha confessato di non essersene mai interessato molto. Bruce Dickinson, nel 2018, ha usato parole ancora più dure, descrivendo l’istituzione come un gruppo di “americani bigotti” che non capiscono davvero il rock. Questa volta i membri della band hanno mantenuto riserbo sulla questione e hanno lasciato parlare il loro manager, probabilmente per evitare polemiche. La cerimonia di ingresso si terrà il 14 Novembre 2026 a Los Angeles.
Accoglierà anche altri artisti importantissimi come Phil Collins, Billy Idol, Joy Divison/New Order e gli Oasis, anch’essi in passato critici e scettici verso l’istituzione.
Qui il trailer del documentario:


