Con l’arrivo della primavera ritornano — per la 34ª edizione — le Giornate FAI di Primavera, la grande manifestazione nazionale promossa dal Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI) che apre in via straordinaria al pubblico siti d’arte, architettura, natura e memoria storica solitamente non accessibili o poco conosciuti. L’appuntamento è per sabato 21 e domenica 22 marzo 2026, in oltre 400 città italiane, con 780 luoghi aperti grazie all’impegno dei volontari, dei Delegati FAI e dei giovani “Apprendisti Ciceroni” che accompagneranno i visitatori nelle visite guidate.
L’iniziativa offre un quadro estremamente ricco e variegato del patrimonio italiano: oltre ai classici palazzi storici e ville nobiliari, sono previste aperture di castelli, chiese, giardini segreti, aree naturali, collezioni d’arte, teatri, e perfino spazi inusuali come stadi di calcio, idrovore storiche e centri artigianali. Luoghi di interessante valenza storica e paesaggistica, spesso nascosti ai percorsi più battuti, saranno accessibili per due giorni a contributo libero.
Il ventaglio delle aperture è straordinariamente ricco e variegato:
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ville e palazzi storici, spesso legati a storie nobiliari e architettoniche;
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castelli e fortificazioni, testimoni di epoche e dominazioni diverse;
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chiese e complessi religiosi, custodi di arte, devozione e memoria;
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musei, collezioni d’arte e archivi, con raccolte e documenti non sempre accessibili;
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aree naturalistiche e borghi storici, per riscoprire paesaggi e tradizioni;
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luoghi produttivi e industriali dismessi, esempi di archeologia industriale e memoria del lavoro;
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teatri, biblioteche e giardini storici, spazi di cultura e socialità;
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aperture insolite, come stadi, idrovore e sedi istituzionali dal valore storico;
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itinerari urbani che svelano quartieri e spazi cittadini poco noti, accompagnati da storie e racconti del territorio;
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percorsi naturalistici, dove la primavera esprime i suoi colori più intensi.
In molte regioni sono inoltre organizzate attività collaterali, con approfondimenti tematici, passeggiate culturali e visite guidate da esperti e giovani “Ciceroni”, studenti formati dal FAI che raccontano la storia dei luoghi ai visitatori.
L’evento si caratterizza anche per la sua diffusione territoriale: nella Regione Puglia, ad esempio, sono previste 48 aperture in 37 località, con luoghi straordinari e spesso inaccessibili che si aprono per essere scoperti da residenti e visitatori.
In Torino e provincia, come in molte altre province italiane, le Giornate FAI di Primavera portano alla riapertura di palazzi, chiese, cortili e spazi solitamente chiusi al pubblico, offrendo orari e dettagli consultabili sul portale FAI.
Le Giornate FAI di Primavera non sono una semplice serie di aperture occasionali: esse rappresentano il più importante evento nazionale dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del Paese, un invito a guardare l’Italia “con nuovi occhi”. Ogni anno, infatti, il Fondo Ambiente Italiano mobilita migliaia di volontari e centinaia di delegazioni sul territorio per restituire alla collettività luoghi di grande valore storico, artistico, architettonico e naturale. L’accesso si effettua a contributo libero, offrendo così a tutti la possibilità di partecipare, contribuendo alla tutela e conservazione dei beni culturali.
Per chi desidera partecipare:
- È consigliabile consultare in anticipo il sito ufficiale del FAI per conoscere l’elenco completo dei luoghi aperti, gli orari e i dettagli logistici di ciascuna visita.
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Alcuni siti di particolare affluenza potrebbero richiedere prenotazioni o l’arrivo anticipato per accedere alle visite.
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La partecipazione è aperta a tutti, famiglie incluse, e molte sedi propongono attività dedicate ai più giovani.
Le Giornate FAI di Primavera 2026 offrono un’opportunità unica di vivere l’Italia più autentica attraverso un itinerario culturale diffuso su tutto il territorio nazionale. In un fine settimana di marzo, patrimonio, memoria e natura si fondono per coinvolgere cittadini e visitatori in un’esperienza di scoperta e riscoperta — rendendo omaggio alla bellezza e alla diversità del nostro Paese.


