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Angine De Poitrine: il viaggio nello spazio del math rock

Da Chicoutimi, in Quebec, Canada, arrivano come un fulmine a ciel sereno gli Angine De Poitrine. Nulla appare normale con loro: non il look, fatto di maschere dai nasi lunghissimi e di vestiti bizzarri, futuristici e a pois; non il nome, che richiama l’angina, un’infezione che provoca un dolore fortissimo al petto; e non la loro musica, un math rock stranissimo e, in qualche modo, persino danzabile.

Su di loro non si sa quasi nulla. Nessuno conosce i loro veri nomi, nessuno vede davvero le loro identità, nascoste dietro gli pseudonimi di Khn de Poitrine e Klek de Poitrine. E resta anche un dubbio più ampio: sono due musicisti in carne e ossa, oppure due alieni sotto mentite spoglie? Quel che conta, intanto, è il risultato: gli Angine De Poitrine hanno costruito qualcosa di davvero raro per una band math rock e hanno sfiorato il mainstream. La loro esibizione alla KEXP ha spalancato loro una visibilità enorme e li ha trasformati, nel giro di poco, da band quasi sconosciuta a nome di fama mondiale.

Tra i sostenitori apertamente entusiasti degli Angine De Poitrine figurano anche nomi importanti della scena rock e metal. Mike Portnoy dei Dream Theater li descrive così: “Come avrei immaginato la musica del 2026 da bambino”. Anche Dave Grohl dei Foo Fighters ha speso parole di elogio per loro , e persino Rick Beato, youtuber e divulgatore musicale tra i più seguiti, ha dato loro la sua benedizione. La domanda allora diventa inevitabile: che cosa hanno di così speciale gli Angine De Poitrine?

Un riassunto efficace di ciò che rappresentano arriva benissimo dal loro secondo album, semplicemente intitolato VOL II. Ascoltarlo significa entrare in una dimensione stranissima: sei brani, titoli assurdi, poco testo e quasi nessuna logica apparente. La maggior parte dei pezzi segue una forma strumentale e spesso si allunga parecchio; solo Sarniezz resta sotto i sei minuti. La band spinge il math rock verso territori bizzarri, caotici e ripetitivi, ma riesce comunque a conservare un’energia ballabile. Uno dei brani più lunghi, Utzp, sfiora i sette minuti e porta con sé melodie vagamente folkloristiche, che qualcuno ha persino accostato alla polka.

Nella musica degli Angine De Poitrine pesa moltissimo anche l’uso del microtonale. La band si presenta su Instagram come una “Orchestre Rock Microtonal Dada-pythago-cubiste”, una definizione che dice già quasi tutto: rock microtonale con suggestioni cubiste e dadaiste, quindi con un’estetica che cerca l’assurdo, l’eccesso e, spesso, il non senso. Per ottenere effetti microtonali più precisi, Khn usa anche una chitarra particolare, diversa da quella tradizionale, con due set di corde e tasti aggiuntivi. La musica microtonale lavora con intervalli più piccoli del semitono e per molto tempo è rimasta ai margini della tradizione occidentale, mentre ha trovato più spazio in molte musiche orientali.

Le influenze degli Angine De Poitrine sembrano numerose e disseminate ovunque: dai King Gizzard and the Lizard Wizard ai Gentle Giant, fino a Frank Zappa. In tutti questi riferimenti emergono tratti ricorrenti, come la sperimentazione, la ricerca progressiva e una forte volontà di spostare il rock verso territori imprevedibili. Nel caso dei Gentle Giant, poi, il richiamo al progressive rock arriva diretto, visto il loro ruolo centrale nella storia del genere.

Possiamo dunque parlare dei salvatori del rock? Meglio restare prudenti. Gli Angine De Poitrine muovono ancora i primi passi: la band nasce nel 2019 e ha ancora molta strada davanti a sé. Le premesse, però, risultano estremamente promettenti. Tante band sembravano destinate alla grandezza e sono poi finite nell’oblio; altre, invece, hanno cambiato davvero le regole del gioco. Per ora, gli Angine De Poitrine appartengono chiaramente al secondo gruppo solo per potenziale. Se queste sono le basi, allora non resta che sperare in bene.

Qui potete gustare l’esibizione al KEXP che li ha resi famosi:

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