L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più nel mondo della musica, non soltanto nella generazione di nuovi brani. Le aziende cercano di utilizzare questa tecnologia per migliorare ascolto, ricerca e processi creativi.
In questo scenario nasce la collaborazione annunciata il 6 gennaio 2026 da Universal Music Group e NVIDIA, con l’obiettivo di sviluppare strumenti di AI “responsabile” nel settore musicale. L’accordo mette insieme il catalogo di Universal, con milioni di brani di ogni genere ed epoca, e le tecnologie di intelligenza artificiale di NVIDIA.
Le due aziende intendono lavorare su tre fronti: scoperta della musica, coinvolgimento dei fan e nuovi strumenti per la creazione. Il progetto punta a tutelare il lavoro degli artisti, garantire la corretta attribuzione dei contenuti e favorire la remunerazione dei titolari
dei diritti. Uno degli elementi centrali è NVIDIA Music Flamingo, modello sviluppato per comprendere la musica rispetto ai sistemi tradizionali. Può analizzare brani fino a 15 minuti, riconoscendo armonia, struttura, timbro, testi e contesto culturale.
Questo permetterebbe di cercare una canzone partendo non solo dal genere o dall’artista, ma anche dall’atmosfera, dalla struttura o dall’impatto emotivo. Universal e NVIDIA vogliono inoltre creare un “artist incubator”, coinvolgendo artisti, autori e produttori
nella progettazione e sperimentazione degli strumenti. L’obiettivo è sviluppare tecnologie che affianchino la creatività umana, evitando quella produzione indistinta che le aziende definiscono “AI slop”.
Proprio qui nasce la parte più delicata. Il 1° settembre il noto cantautore Jason Isbell e altri musicisti hanno presentato una class action contro Suno in Massachusetts, accusando la società di utilizzare senza autorizzazione le loro identità per permettere la generazione di brani nel loro stile. La causa riguarda nome, immagine e identità degli artisti, oltre alle più classiche questioni di copyright. Suno respinge le accuse.
Intanto, in Australia, ARIA ha escluso dalle classifiche i brani realizzati interamente con l’AI, mantenendo invece eleggibili quelli in cui la tecnologia svolge un ruolo di supporto.
La partita è ancora da giocare: Universal e NVIDIA provano a costruire un modello in cui tecnologia e creatività possano convivere, mentre gli artisti chiedono di mantenere il controllo su ciò che rende la musica, prima di tutto, umana.
Di seguito i dettagli dell’accordo sul sito della Universal: https://www.universalmusic.com/universal-music-group-to-transform-music-experience-for-billions-of-fans-with-nvidia-ai/
