A Vasco Rossi il titolo di Dottore di Ricerca Honoris Causa in “Politica e Comunicazione – POLICOM”. La proposta di conferimento – annunciata dal quotidiano “Il Mattino – è stata approvata all’unanimità dal collegio dei docenti del corso di dottorato di ricerca omonimo presso il dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione dell’università di Salerno. La proposta dovrà poi essere approvata dal Senato Accademico per concretizzarsi.
«Politica e Comunicazione a Vasco Rossi risiedono nell’intento di riconoscere una figura che, da oltre quarant’anni, ha inciso in modo profondo e continuativo sulle forme della comunicazione pubblica, sui linguaggi delle forme di vita soggettive e sulle configurazioni dei legami collettivi e generazionali nello spazio mediale e immaginario del nostro Paese»: è questa la motivazione che accompagna la proposta. Vasco Rossi, secondo l’Accademia salernitana, sarebbe non soltanto uno dei protagonisti più rilevanti della musica popolare italiana, ma un “attore capace di trasformare l’esperienza individuale in senso comune e comunicabile, condiviso e riconoscibile nella sfera e nell’immaginario pubblico”.
La presentazione che accompagna l’idea del dottorato honoris causa ripercorre la straordinaria carriera di Vasco Rossi, fin dagli esordi negli anni Settanta, come esperienza sociale e atto comunicativo. Anche i suoi concerti vengono considerati spazi quasi rituali di comunità e comunicazione collettiva. Un tributo, quindi, a Vasco Rossi per aver introdotto nel panorama musicale e comunicativo italiano un linguaggio radicalmente nuovo, fondato sull’intensità dell’esperienza soggettiva, sulla fragilità, sull’eccesso e sull’insofferenza verso le forme codificate del discorso pubblico e sociale, portando nello spazio pubblico i vissuti individuali e ‘storie minori’ che si sono trasformati in elementi aggreganti di riconoscimento.
Un innovatore che ha saputo interpretare, trasformare e rendere visibili i mutamenti della comunicazione contemporanea, “mostrando come la musica popolare di successo possa costituire un osservatorio privilegiato dei processi politici, sociali e simbolici che attraversano l’Italia”.


